Trapani

Trapani

Un territorio che offre, quello dell’intera provincia di Trapani, infinite risorse per fare impresa nel turismo, senza tralasciare la pesca, l’artigianato, il marmo e la cantieristica.

Trapani: economia.

Fino alla fine dell’800 Trapani svolse un ruolo fondamentale di polo agroalimentare del Mediterraneo. Il sale marino delle sue saline era il più apprezzato per la salagione dei merluzzi del Mare del Nord e questa circostanza favorì un ricco interscambio con la Norvegia. Il tonno era pescato dalle tonnare più ricche del Mediterraneo a beneficio di una diffusa attività nella conservazione sott’olio.

Un’importante flotta commerciale aveva base nel porto. Numerosi erano i pastifici. Famosa anche per l’artigianato del corallo e l’argenteria. Cominciò poi un’epoca di decadenza e, nonostante gli sforzi, questo ruolo centrale non fu più recuperato. Nel ventennio fascista si assistette a una ripresa dell’economia del territorio, che proseguì nel dopoguerra. Negli anni cinquanta e per un decennio si sviluppò l’industria marmifera e delle cave dell’agro ericino. Adesso resta solo il bacino di Custonaci. Oggi l’estrazione del sale marino è ancora attiva, rilanciata dalla Sosalt e da altre aziende del comprensorio. Anche l’industria conserviera del pescato (in particolare del tonno) è stata rilanciata dall’azienda Nino Castiglione.

Sviluppato il settore terziario. Importante in agricoltura la produzione vinicola e il suo esteso territorio comunale racchiude diverse DOC (erice e marsala). Il territorio è anche ricco di uliveti, e l’olio trapanese fa parte della DOP Valli Trapanesi.

Trapani

Trapani brevi cenni storici

E’ assai probabile che il primo insediamento di Trapani sia stato realizzato dagli Elimi in una data sicuramente anteriore alla caduta di Troia (1184 a.C.). Gli Elimi, fondatori di Erice, costruirono in pianura un villaggio in prossimità del mare e delle terre coltivate per stabilire un centro di collegamento tra la vetta  e il posto di lavoro, dove si dedicavano all’agricoltura e alla pesca dalla terraferma. Verso il 250 a.C., Trapani, con Lilybaeum, era una delle ultime due roccaforti cartaginesi in Sicilia. Con i romani grazie al porto, alla sua posizione geografica al centro delle rotte mediterranee, alla importante attività di estrazione del sale marino, intrapresa a suo tempo già dai Fenici, e alla lavorazione del corallo, tornò ben presto a essere una fiorente città commerciale, in successione e per brevità arrivarono le dominazioni vandale, bizantine e normanne fino agli anglioini e Carlo V che approdò in città nel 1535.Nel XVI secolo, la città fu fiaccata dalla lotta tra le primarie famiglie dei Fardella e dei Sanclemente;Dopo le brevi parentesi sabauda (1713) e austriaca (1720), dalla seconda metà del Settecento inizia il dominio borbonico nei due regni di Sicilia e di Napoli (1738), nel 1816 unificati nel Regno delle Due Sicilie e che continuerà fino al 1860. Il resto è storia contemporanea.

Cantieristica di Trapani

La cantieristica ha una buona tradizione. I diversi cantieri navali fanno di Trapani il primo porto in Sicilia per la costruzione di pescherecci. Il porto di Trapani ospita due bacini di carenaggio e otto scali d’alaggio. È stata realizzata nei Cantieri navali di Trapani, la più grande nave petroliera mai costruita in Sicilia, dotata delle tecnologie più avanzate sia in termini di sicurezza che di navigazione. I nuovi cantieri navali HSC Shipyard nel 2016 hanno effettuato il varo del Gianni M, l’aliscafo più grande del mondo.

La Pesca a Trapani

La pesca a Trapani vanta un’antica tradizione, specialmente del tonno per la quale si usava la classica tecnica della mattanza nelle varie tonnare situate in città e nei dintorni (San Giuliano, San Cusumano, Isola di Formica, Favignana, Bonagia, San Vito Lo Capo).

Oggi la flotta da pesca trapanese è la quinta d’Italia per numero di imbarcazioni: il porto peschereccio ospita 252 imbarcazioni, di piccola e media pesca.

Tre sono le cooperative di riferimento. La commercializzazione del prodotto ittico avviene sia sul molo sia al mercato ittico all’ingrosso. Il 30% è destinato al mercato locale, il resto all’esportazione o alla trasformazione. L’antico mercato del pesce, in passato utilizzato per la vendita al dettaglio, ha da sempre sintetizzato il forte legame tra la città e il mare: l’atmosfera popolare che in esso si respirava e i colori del pescato tipico di queste zone, hanno rappresentato anche una attrazione turistica di questo luogo. Dopo essere stato ristrutturato nel 1998, è adesso utilizzato come location per eventi culturali e non più come mercato perché poco funzionale all’attività della pesca. Il nuovo mercato del pesce sorge nelle immediate vicinanze del porto.

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Trapani e il turismo

Trapani, tra il blu del mare delle Isole Egadi fino ad Erice vetta:

Negli ultimi anni c’è stata una trasformazione del target delle presenze turistiche in città e al tradizionale turismo di passaggio (verso le Egadi o Erice) o crocieristico, si è aggiunto quello stanziale. Così si è avuto uno sviluppo delle sistemazioni alberghiere in città e nei dintorni, con la nascita di villaggi turistici, hotel, agriturismi e bed and breakfast. Anche il settore della ristorazione ha avuto una crescita, sia nel numero dei locali che nella qualità delle proposte.

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Presenze anno 2018
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Presenze anno 2017
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Turisti Stranieri 2018
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Presenze nel mese di Agosto 2018

A pochi minuti da Trapani: Favignana Levanzo e Marettimo: le perle del Mediterraneo

ANCORA ESCLUSE (FORTUNATAMENTE) DAL TURISMO DI MASSA VANTIAMO LE ISOLE PIU’ BELLE DEL MAR MEDITERRANEO

Favignana
È la più grande delle isole Egadi ed è ricoperta da macchia mediterranea. Le costruzioni sono perlopiù bianche con gli infissi dei colori del mare. Quasi tutte le cale e le insenature sono raggiungibili in auto, bici o scooter. La costa è poco frastagliata regalando bellissime spiagge sabbiose o di ciottoli e scogli dalle forme più svariate. Tra le più rinomate c’è Cala rossa, che si trova all’interno delle cave di tufo. Il mare qui è cristallino ed è incorniciato da scogli di varie forme e dimensioni. Fra le insenature create dagli scogli prende vita anche una piccola spiaggia che si è formata recentemente.

Delle spiagge sabbiose, le più grandi sono Cala azzurra, famosa per le sue splendide acque trasparenti e per i fondali stranamente rosa, e Lido burrone, una delle poche spiagge attrezzate. A due passi dal centro del paese, e quindi molto comoda da raggiungere, c’è la Praia. Luoghi appartati e tranquilli dove fare il bagno sono le calette di scogli e sabbia nella zona di Punta Faraglioni. Per gli amanti dei tuffi imperdibili sono Punta Fanfalo, Scalo Cavallo, Grotta Perciata, Bue Marino. Per gli appassionati di immersioni, l’isola offre splendidi spot nei quali immergersi. Tra questi, Galeotta, un isolotto dove è facile incontrare branchi di polipi e murene, e Cala rotonda, all’interno di una grotta.

Marettimo
È la più selvaggia e incontaminata delle Egadi ed è frequentata dagli amanti del trekking. La costa è molto frastagliata regalando luoghi nascosti e paradisiaci, tra cui tantissime grotte. Le grotte marine sono il suo fiore all’occhiello, veri e propri capolavori creati dalla natura che le ha scolpite per secoli, come la Grotta del tuono o la Grotta del presepe, famosa per le stalattiti e stalagmiti, e la Grotta del cammello. Tra le spiagge più belle vale la pena vedere Cala Bianca e la stupenda spiaggia di sassi alle pendici del promontorio di Punta Troia. Anche Marettimo offre splendide esperienze per i sub, come l’immersione fuori dalla costa dove si trova il relitto di un mercantile.

Levanzo
È la più piccola delle Egadi. L’isola è famosa soprattutto per le grotte, molte delle quali di interesse storico e archeologico; prima fra tutte la famosa Grotta del genovese. Non mancano comunque le spiagge, appartate spiaggette di sassi e sabbia lungo il sentiero che porta al Faraglione. Nella zona Sud-Est si trovano due belle cale: Cala Fredda, fatta di sassi e la più selvaggia Cala Minnola. Per gli appassionati di immersioni, Levanzo offre un itinerario archeologico-subacqueo molto allettante: tra Cala Minnola e Punta Altarella si trovano i resti di un relitto romano, una cinquantina di anfore e frammenti di vasellame di ceramica risalenti al I secolo a.C.

Trapani: Un territorio ricco che ha margini di miglioramento esponenziali usando il Web

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Il motore di ricerca cinese Baidu è il primo search engine in Cina e, scontato lo strapotere di Google, gareggia al momento con Bing per il secondo posto in termini di market share.

A spingere in alto i dati di utilizzo di Baidu vi è ovviamente il paese del Dragone, che con una popolazione di oltre un miliardo di abitanti, rappresenta un mercato enorme e colmo di prospettive economiche.

La crescita dell’economia cinese negli ultimi anni è stata impetuosa. Spostandosi lato search marketing dunque, non si può ignorare il motore di ricerca di gran lunga più usato a Pechino e dintorni.

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